Warning: implode(): Invalid arguments passed in /www/newii/italianaimmobiliare.it/blog_article.php on line 20 NEL 2019 AL VIA IL NUOVO CATASTO URBANO: ECCO LE PRINCIPALI NOVITA'

NEL 2019 AL VIA IL NUOVO CATASTO URBANO: ECCO LE PRINCIPALI NOVITA'

Uno specifico documento dell'Agenzia delle Entrate, delinea i contorni del nuovo catasto; la principale novità riguarda la scomparsa di case popolari ed immobili di lusso e l'introduzione di un'unica categoria per tutte le abitazioni.

Il nuovo catasto dovrebbe essere pienamente operativo a partire dal 2019. Il campionamento degli immobili, dovrà partire entro il primo luglio 2015, mentre entro metà del 2018, dovranno essere messe a punto le funzioni statistiche; l'obiettivo è quello di aver determinato la nuova base imponibile a partire dal 2019.

Come detto, non ci saranno più categorie catastali specifiche per le abitazioni popolari e gli immobili di lusso; infatti, tutte le abitazioni in fabbricati residenziali saranno inserite in un'unica categoria. Scomparirà la classificazione A/1, A/2 e A/3 e tutti gli immobili considerati appartamenti, saranno inseriti nella nuova categoria O/1.

La bozza del decreto attuativo della delega fiscale sul catasto prevede, poi, che sia un successivo provvedimento del Ministero Economia e Finanze, a disciplinare i criteri d'individuazione delle abitazioni di lusso, ossia gli immobili signorili, le ville, i castelli e gli immobili di valore storico-artistico. Sono previste adeguate riduzioni di rendite e valori patrimoniali fino al 30% per le case d'interesse storico-artistico che rientrano nella categoria ordinaria.

I criteri che serviranno a dare l'effettivo valore agli immobili, si baseranno anche su elementi quale l'ascensore, il piano, l'affaccio e la superficie; il valore di riferimento di una singola zona, sarà infatti aumentato o diminuito in base ad alcuni parametri, tra cui ubicazione e conservazione, poi moltiplicato per metro quadro.

La nuova base imponibile per calcolare le tasse sulla casa, sarà il valore patrimoniale, con l'obiettivo di assicurare la sostanziale "invarianza" di gettito complessivo delle imposte erariali e locali. Infine, da segnalare, che nella bozza di decreto delegato i "luoghi di culto" con caratteristiche edilizie proprie dell'uso specifico cui sono destinati, rientrano tra gli immobili improduttivi, cui non andrà attribuita rendita e valore immobiliare che sarà la base per il calcolo delle tasse.